ESCURSIONI A ELVA
Lago Elva

Elva offre tante possibilità di escursioni, dalle più facili adatte per famiglie o per i momenti di relax; a quelle più impegnative ideali per i gruppi di escursionisti.
La Locanda di Elva è posto tappa della Grande Traversata delle Alpi (GTA) e dei Percorsi Occitani che attraversano la Valle Maira.
Lungo i sentieri troverete mandrie al pascolo (si raccomandano i cani al guinzaglio), con mucche e vitellini che si riposano all'ombra dei larici, pronti a fornirci latte, burro e formaggio di alpeggio; giardini di rododendri da cui le api ricavano pregiati mieli; erbe balsamiche e aromatiche da cui si potrete gustare pregiate tisane e liquori.

Fremo Cuncuna Elva
1) A SPASS PER LOU VIOL
(consigliato in due tappe)
A spass per lou viol significa a passeggio per i viottoli, che un tempo segnavano i sentieri che mettevano in combinazione le 28 borgate di Elva.
Soltanto dopo averle visitate tutte si può iniziare a capire cosa significa abitare quassù e la capacità di adattamento della civiltà alpina, che con ingegno ha saputo costruire case che spesso rappresentano dei capolavori architettonici, dove gli insediamenti umani hanno sempre lo scopo di utilizzare le risorse naturali offerte dal territorio in un determinato luogo. Cammirate e ammirate, sia le borgate che stanno rinascendo grazie a sapienti ristrutturazioni, ma anche quelle che purtroppo stanno crollando a causa delle inclemenze del tempo. Interrogate quei muri cadenti, immaginate l'orgoglio di mantenere una comunità che a inizio 1900 superò i 1300 abitanti: li vedete ancora camminare fra quei viottoli che univano le borgate? Attenzione però a chiamarli rozzi montanari: la loro è una storia che merita la pena di approfondire leggendo qualche bel libro, a fine escursione, rilassandosi godendo il panorama nelle ore che precedono il tramonto, magari sulla panchina dietro la Chiesa Parrocchiale di Elva o in una camera del resort che fu una di quelle antiche case, per respirarne l'emozione più autentica.

A spass per lou viol
Prima tappa: il lato orientale di Elva

Elva borgata Serre (1639) – Mattalia (1670) – Isaia (1715) – Grangia Varua (!745) – Cappella di San Giovanni (1875) – Rocca di Fremo Cuncunà (1820) – Colle delle Cavalline (1940) – Strada sterrata nei larici A spass per lou viol – Albero cavo – Martini (1731) – Elva (1639)
Camminerete dentro boschi di larice in cui si respira il profumo del rododendro, scoprirete la cappella rotonda del Colle di San Giovanni e l'ormai celebre sperone di roccia chiamata La Fremo Cuncuna’, di cui vi invitiamo a scoprire la leggenda (si prega vivamente di non sporgersi  sul bordo del precipizio e non sedersi con le gambe a penzoloni sulla roccia, che sarà destinata - prima o poi - a cadere giù). Camminando sul limitare dei pascoli al Colle della Cavallina, andate alla ricerca del magico albero cavo, dentro il quale si dice che alloggino i folletti del bosco. Rientrati a Elva da Borgata Martini, concludete la gita con la visita degli affreschi del pittore fiammingo Hans Clemer.
Giornata dedicata alla scoperta dei grandiosi panorami geologici che hanno scolpito gli arditi paesaggi del Vallone di Elva, del Monte Bettone, del Monte Chersogno e del Pelvo d’Elva. Passeggiata ideale anche per famiglie.
A spass per Lou Viol
Seconda tappa: il lato occidentale di Elva
Elva borgata Serre (1639) – Martini (1731) – Grangette (1709) – Meira (1729) – Viani (1830) – Laurenti (1805) – Garneri (1817) – Chiosso superiore (1672) – Rocca Orsieres (1850) – Brione (1479) – Lischia (1354) – Vallone di Elva (1270) – Elva (1639)
Variante seconda tappa con minore dislivello:
Rocca Orsieres (1850) – Rocca Castel (1595) – Molini Allioni (1415) – Reinaud (1590) – Villar (1500) – Elva (1639)

La seconda parte di A spass per lou viol è quella che forse riserva maggiori sorprese, per chi cerca il lato autentico della montagna di un tempo. Attraverserete borgate assolate, camminando su una comoda strada sterrata dove passano soltanto i pochi residenti, godrete di angoli meravigliosi ai piedi dei colossi del Chersogno e del Pelvo d'Elva. Da Garneri proseguirete su un sentiero con pannelli naturalistici curati dall'accompagnatore naturalistico Enzo Resta; da Chiosso superiore si sale a Rocca Orsieres (non perdetevi il panorama!), da cui si scende alle borgate semiabbandonate di Brione e Lischia fino al fondo del Vallone di Elva, per poi risalire dall'antico sentiero che, attraversando un ambiente magico prima sul precipizio e poi costeggiando un bel ruscello, vi riconduce al punto di partenza. Consigliato ad escursionisti mediamente allenati. Per chi non volesse fare tutta la discesa fino in fondo al vallone, scendendo dalla Rocca Orsieres si può deviare per la Rocca Castel e Molini Allioni, risalendo poi a Reinaud e Villar per chiudere l'anello.

Colle Bicocca

2) IL COLLE DELLA BICOCCA DA ELVA
Elva borgata Serre (1639) – Martini (1731) – GTA (Grande Traversata delle Alpi) – Grange della Costa (2140) – Colle Terziere (2273) – Colle della Bicocca (2287) – opere militari (2177) – Laurenti (1805) – Viani (1830) – Grangette (1709) – Martini (1731) – Elva (1639) 
Nel 1980 c'erano amministratori illuminati in Val Maira, fra cui Ermanno Bressy e Alberto Bersani, che compresero come un modo per risollevare la testa in una povera valle come la nostra fosse quello di puntare proprio sui motivi per cui la gente se ne andò progressivamente, fra guerre e richiamo verso le fabbriche della pianura. Ossia la difficoltà delle vie di comunicazione e la presenza di sentieri percorsi per secoli da chi ci abitava. Così si partecipa con entusiasmo all'inizitiva della realizzazione di un ardito itinerario escursionistico che attraversa tutto l'arco alpino: la Grande Traversata delle Alpi (GTA), che attraversa anche la Valle Maira arrivando a Elva e prosegue per la Valle Varaita. Oggi pochi si domandano come mai fu scelto proprio questo sentiero, che frequentano ormai in buona parte gli stranieri: è semplicemente meraviglioso attraversare i boschi di larice per poi passare alle praterie, con scorci in cui ti sembra di camminare verso il cielo. Venite a provarlo, chiudendo l'anello scendendo dalle borgate Laurenti e Viani del versante occidentale della conca di Elva.

Monte Bettone
3) IL MONTE BETTONE DA ELVA

Elva borgata Serre (1639) – Mattalia (1670) – Isaia (1715) – Grangia Varua (!745) – Cappella di San Giovanni (1875) – Colle Bettone (1834) – Monte Bettone (1901) – rientro dal Colle delle Cavalline (1940) e sentiero A spass per lou viol
Volendo una delle vette più semplici da scalare, trovandosi a meno di 20 minuti dal piccolo parcheggio che si incontra al Colle Bettone. Si segue prima la facile cresta pianeggiante e poi si sale rapidi e decisi fino alla vetta, molto ripida ma semplice da raggiungere. Attenzione solo se patite di vertigini. da lì la vista sull'abisso del Vallone di Elva è impressionante. Portatevi un libro se volete rilassarvi un po', oppure lasciate correre i vostri pensieri davanti al grandioso panorama che avrete di fronte. Se invece volete che la vetta del Bettone (il grande becco è la sua traduzione) sia un'escursione da ricordare, unitelo alla vicina vetta del Betunet, oppure partite direttamente da Elva con una piccola prolunga del sentiero A spass per lou viol dal lato orientale.

Monte Nebin
4) MONTE NEBIN

Colle di Sampeyre (2283) – Cugn di Goria (2385) – Bassa dell’Ajet (2320) – Monte Nebin vetta NO (2514) – Monte Nebin vetta SE (2516) – rientro dalla “Strada militare dei cannoni”
Ecco un'altra facile vetta, che consigliamo di raggiungere lasciando la macchina al Colle di Sampeyre, spartiacque fra le valli Maira e Varaita, con uno straordinario panorama sul Monviso, proprio di fronte a noi nel suo grandioso profilo meridionale. Seguendo la linea di cresta, in breve si raggiunge il Cugn di Goria, si ridiscende alla Bassa dell'Ajet e poi si affronta la breve salita fino alle due vette del Monte Nebin; il rientro può avvenire seguendo la cosiddetta "strada dei cannoni" settecentesca. Se invece siete alla ricerca di un pizzico di avventura, dalla vetta sudest del monte Nebin proseguite per cresta (senza sentieri) verso il monte Cugulet, la cima Lubin (o della Meris), il colle e il monte Rastcias; da qui scendete per sentiero della cresta sud sulla Strada dei Cannoni e rientrate al punto di partenza godendovi il panorama di tutta la Valle Maira e le catene montuose delle Alpi Marittime e Liguri.

Lago Camoscere
5) LAGO CAMOSCERE DAL COLLE DELLA BICOCCA

Colle della Bicocca (2287) – Rocce del Pelvo (2335) – Caserma e Lago Camoscere (2644)
Partenza dal Colle di Sampeyre (2283), ma valutare attentamente il lungo avvicinamento, pianeggiante ma di circa 6 Km, sulla strada dei cannoni; oppure raggiungere il Colle della Bicocca (2287) in macchina, però sapendo che la strada è adatta solo per fuoristrada e 4x4 con fondo alto; il parcheggio alla fine della strada è limitato a pochi posti. Giunti al Colle della Bicocca inizia il sentiero. Dopo una sella si incontra il bivio che a destra risale in direzione della cresta del Pelvo d'Elva (riservata ad escursionisti molto esperti), mentre il nostro sentiero prosegue con lunghi tratti pianeggianti ed estremamente panoramici. La vista che si gode sul monte Chersogno è spettacolare e in un paio d'ore si raggiunge il Lago Camoscere, dopo aver superato una cascatella e una grande caserma militare diroccata. Ristorati con il panorama del Chersogno che si riflette nel lago, si può decidere di salire per un sentiero nei prati verso il Monte Camoscere e da qui, se le condizioni meteo rimangono limpide e serene, raggiungere la vetta del Pelvo d'Elva attraversando una cresta aerea; altrimenti proseguire per il Bivacco Bonfante e tentare la salita al monte Chersogno. In ogni caso, sarà una giornata da ricordare!

Chersogno da Chiosso Elva

6) LAGO CAMOSCERE DA CHIOSSO SUPERIORE
Chiosso superiore (1672) – Vallone del Gias Vecchio – Grange Gias Vecchio (2256) – Fonte Nera (2600) – Bivacco Bonfante (2630) – Caserme e Lago Camoscere (2644)
Quasi mille metri di dislivello per questa escursione che propone la salita nel Vallone del Gias Vecchio, che per secoli è stato terreno di scontri e processi fra Elva e San Michele di Prazzo. Ve ne accorgerete trovando il cartello che indica il confine fra i due comuni poco sopra la borgata Chiosso Superiore, che merita una visita attenta per la sua bella architettura dove si mescola con grande maestria l'uso della pietra e del legno nella costruzione delle case. il motivo della disputa era l'utilizzo delle acque del Rio della Fonte Nera, che con un canale oggi interrato che incontrerete durante la salita portava le acque verso i pascoli di San Miclele di Prazzo, "rubandole" ai mulini di Elva. Recentemente buona parte del canale storico è stato ripulito, come del resto gran parte dei sentieri antichi di Elva, dal grande personaggio che è Franco Baudino, memoria locale che è stato anche sindaco negli anni '80, il quale da sempre si batte per non dimenticare la gloriosa storia del suo paese. Sopra il canale si arriva alle grange del Gias Vecchio, dove troverete le mandrie al pascolo e una strada di recente costruzione che scende dal Colle di Chiosso; ad una curva si intercetta il sentiero che risale in direzione della Fonte Nera. Deviando a destra verso il Bivacco Bonfante, si raggiungono i ruderi della caserma militare e il Lago Camoscere. Il ritorno avviene per la via della salita, a meno che non siate buoni escursionisti e chiudere l'anello verso Chiosso superiore passando dal Colle di San Michele o dal Colle della Bicocca.

Monviso da Pelvo Elva

7) PELVO D’ELVA DAL LAGO CAMOSCERE (o per via diretta con guida alpina)
Lago Camoscere (2644) – Rocche del Persi (2718) – Monte Camoscere (2973) – Colle Camosciera (2899) – Pelvo d’Elva (3061)
Dal Lago Camoscere è abbastanza semplice raggiungere la vetta del Monte Camoscere, seguendo il sentiero che con tornanti risale il prato alle spalle del lago. Il tratto dal monte Camoscere al Pelvo d'Elva richiede un'attenzione estrema, dovuta sia alle condizioni meteo che vedono spesso risalire nebbie dalla valle nel primo pomeriggio, sia per i passaggi su sfaciumi e roccette che dal Colle Camosciera conducono sulla vetta del Pelvo. Per questi motivi si consiglia la salita solo ad escursionisti esperti, o ancora meglio rivolgendosi ad una guida alpina che vi potrà accompagnare in vetta dalla via diretta di cresta che sale dal Colle della Bicocca, con passaggi su catene in cui sono necessari imbraghi e moschettoni, di norma forniti nell'attrezzatura ai clienti.

Chersogno alba

8) MONTE CHERSOGNO
Bivacco Bonfante (2630) – Fonte Nera (2600) – Sentiero Prando – Passo del Chersogno (2880) – Monte Chersogno (3024)
Ci sono diverse vie di accesso al Chersogno, il piccolo Cervino della Valle Maira: dal Colle della Bicocca; da Chiosso superiore; da Grange Chiotti nel Vallone di San Michele di Prazzo; dal Vallone di Verzio di Acceglio. Qui lo proponiamo dal Bivacco Bonfante, vicino al Lago di Camoscere, congiungendosi all’accesso di Fonte Nera o di Punta Gardetta, arrivando da Chiosso o da Chiotti. La salita al Chersogno non presenta particolari difficoltà, se non nei noiosi passaggi fra i detriti instabili che raggiungono il Passo del Chersogno. Da qui si sale su una larga cresta che raggiunge la vetta.

pic del sagneres

9) PIC DI SAGNERES, MARCHISA, COLLE DELLE SAGNE
Fonte Nera (2600) – Colle delle Sagneres (2894) – Pic di Sagneres (2999) - Rocca Marchisa ( 3074) - Colle delle Sagne (2883)
Si considera l’itinerario a partire da Fonte Nera, con accesso dal Colle della Bicocca o da Chiosso superiore.
Una delle vette più panoramiche e spettacolari del gruppo Chersogno-Marchisa-Pelvo d'Elva, poco conosciuta dagli escursionisti.
Affacciarsi dal Pic di Sagneres regala emozioni forti, con la vista sul Chersogno, ma soprattutto sulla Rocca Gialeo che emerge come uno sperone verticale verso il cielo.
Il Pic de Sagneres forse non ha un nome epico, perchè ricorda di più paludi stagnanti, in più ha la sfortuna che gli manca un metro a raggiungere i 3000; ma in realtà è una cima che regala emozioni forti, raggiungibile senza alcuna difficoltà ma dalla vista strepitosa. Fidatevi, consiglio da intenditori...
In giornata ci sta anche la salita alla vetta regina della Marchisa, proprio lì vicina dal Colle di Sagneres.
Dal Colle delle Sagne invece ci si affaccia sul versante del Vallone di Traversiera verso Acceglio.

Andrea Schneider

10) SENTIERO ANDREA SCHNEIDER
Per escursionisti esperti.
Andrea Schneider fu un grande amico della Valle Maira. Arrivato nel luglio 1980 insieme alla moglie Maria, risiedono per 6 anni a Prazzo, prima di trasferirsi definitivamente a San Martino di Stroppo, dove aprono un centro culturale che sarà il volano per l’accoglienza dei primi gruppi di turisti tedeschi, diventando in breve un importante punto di riferimento per gruppi organizzati di tour operator. La borgata San Martino diventa una forte alleata di tutte le strutture ricettive che sono nate negli anni in Valle Maira, diventando un modello di accoglienza turistica con i Percorsi Occitani e non solo. Guide turistiche in lingua tedesca e importanti operazioni artistiche e imprenditoriali aumentano la fama di San Martino e delle strutture ricettive della valle. Il 7 marzo 2004  Andrea Schneider è mancato improvvisamente all’età di 53 anni; da allora la moglie Maria porta avanti la locanda perpetuandone il ricordo.
Ad Andrea gli abitanti di Elva e San Michele di Prazzo hanno dedicato questo sentiero, che attraversa una foresta vergine e selvaggia fra i due comuni, un luogo incantato e selvaggio come piaceva a lui. Il sentiero è consigliato ad escursionisti esperti, con alcune varianti per renderlo più breve.

Elva borgata Serre (1639) – Martini (1731) – Grangette (1709) – Meira (1729) – Viani (1830) – Laurenti (1805) – Garneri (1817) – Chiosso superiore (1672) – Rocca Orsieres (1850) – Colle di San Michele (1932) – Colle Conciuffre (1828) – Sentiero Schneider – Brione (1479) – Rocca Castel (1595) – Molini Allioni (1415) – Reinaud (1590) – Elva (1639) 
Varianti:
a) Partenza e arrivo da Chiosso Superiore, con chiusura escursione Brione (1479) – Rocca Orsieres (1850) – Chiosso superiore (1672)
b) Elva (1639) – Vallone d’Elva (1270) – Lischia (1354) – Brione (1479) – verso Rocca Orsieres – Colle di San Michele (1932) – Colle Conciuffre (1828) - Sentiero Schneider – Brione (1479) – Rocca Castel (1595) – Molini Allioni (1415) – Reinaud (1590) – Elva (1639)
c) Chiusura dell’anello al Passo Gavia anziché Colle Conciuffre: Colle San Michele (1932) – Passo Gavia (1871) – Brione (1479)

Punta Gardetta
11) PUNTA CIARMETTA

Chiosso superiore (1672) – Vallone del Gias Vecchio – Grange Gias Vecchio (2256) – Colle di Chiosso est (2408) – Punta Sarsassi (2460) – Corsa del Cavallo – Punta Ciarmetta (2312) – Colle Passetti (2089) – Colle San Michele (1932) – Rocca Orsieres (1450) – Chiosso superiore (1672)

Per i riferimenti cartografici delle escursioni si consiglia di consultare la mappa "Chaminar en Auta Val Maira" di Bruno Rosano, alla scala 1:20.000, che si può acquistare in ogni edicola o negozio della Valle Maira.
Quella che avete visto è una rassegna dei sentieri nel territorio di Elva curata dall'accompagnatore naturalistico Enrico Collo.