ELVA si trova in Piemonte, nel cuore delle terre occitane della Valle Maira, a 1637 metri di altezza. Il suo territorio è dominato da imponenti montagne che superano i 3000 metri: il Pelvo d'Elva, il Chersogno e la Rocca Marchisa. Ci sono due strade per raggiungere Elva: salendo dalla Val Maira, passando per Dronero e deviando a destra prima di Stroppo; oppure dalla Val Varaita, salendo da Sampeyre al Colle omonimo, che dai suoi 2284 metri offre uno spettacolare panorama sul Monviso. Attenzione! Dalle prime nevicate in autunno fino a inizio giugno il Colle di Sampeyre è chiuso causa neve.


Elva

Elva dista 139 chilometri da Torino e 55 chilometri da Cuneo. I residenti, sparsi nelle varie borgate, sono circa 95 (dati 2017), ma d’inverno restano una trentina di persone. Eppure un secolo fa si contavano 1300 anime. Si racconta di anni fortunati: un tempo da Elva si spedivano chiome e ciocche di capelli raccolti in tutta Italia. Servivano a fare parrucche per regine e re, nobili e ricchi, giudici e avvocati, destinati in Europa e in America. Un’attività che portò benessere al paese, qualcuno si arricchì, aprendo laboratori all’estero. A borgata Serre, visitando il “Museo dei pelassiers” rivivrete quei tempi.

Museo di Pels

…tesori nascosti…

La Parrocchiale di Elva parla di tempi ancora più lontani e fortunati. Al suo interno si nasconde un tesoro, una grande Crocifissione di un famoso pittore fiammingo, Hans Clemer, che ad Elva all'inizio del 1500 ha lasciato il suo capolavoro: il ciclo di affreschi della vita della Madonna, cui la chiesa è dedicata nella dedica a Santa Maria Assunta. I ricordi scoloriscono nelle parole dei vecchi che mormorano di quando, in autunno, la neve cancellava i sentieri e il paese restava isolato fino a primavera. In quei mesi gli uomini e i ragazzi scendevano a valle, cercando un lavoro in cambio del cibo, in casa restavano solo le donne, i bimbi, i vecchi e gli animali, con le provviste che dovevano servire fino alla primavera.

Hans Clemer

Nel 1956 si ruppe l’isolamento: fu aperta una via nella roccia, il temibile Orrido del Vallone. Purtroppo però quella strada divenne “un imbuto che inghiottiva gli abitanti, per gettarli a valleverso le fabbriche”. Per molti fu una via senza ritorno. A Elva sono rimaste le bellezze di un anfiteatro abbracciato dai suoi monti, il Pelvo e il Chersogno, che superano i 3000 metri. E una manciata di donne, uomini, ragazzi che vogliono continuare a vivere quassù, anche con fatica, facendo nascere nuovi bambini. Un campanile, le case in pietra, i tetti in losa, i camini che fumano: quasi un caposaldo di frontiera per tornare a vivere in un paradiso naturale, misurando il tempo seguendo i ritmi delle stagioni.

Sentieri Elva

…insieme di borgate…

Borgata Serre è il capoluogo, con la chiesa, il campanile, il municipio, la grande piazza. Ma Elva è un insieme di borgate, ciascuna un tempo completamente autonoma, con il forno comunitario, la cappella, in alcune persino la scuola. Non esistevano strade: solo sentieri e mulattiere tenute in ordine, sia in estate che in inverno, dalla gente del posto, con una perfetta organizzazione volontaria. Era “la dezena”, la decina, ossia il numero di persone che ogni borgata doveva assicurare per rispondere ai bisogni della comunità, creando una squadra di lavoro che teneva in ordine i viottoli tagliando l'erba e i cespugli, sistemando i muretti, pulendoli dalla neve in inverno. Oggi si può ancora intravedere questa fitta rete di mulattiere che collegavano le borgate percorrendo il sentiero "A spass per lou viol", ossia a passeggio per i viottoli.

A spass per lou viol

…l’estate e l’inverno…

Molte le passeggiate nei mesi estivi. I sentieri sono tutti indicati, con tacche e cartelli. Si può partire da Serre, raggiungere alcune o tutte le borgate, facendo un giro ad anello. Nella passeggiata si possono scoprire le varie cappelle, testimonianza di una devozione molto forte che legava i vari santi alla quotidianità, per proteggersi delle malattie e dalle calamità, come le tempeste o le grandi nevicate… Si può salire al colle di San Giovanni, con un percorso tra larici, pini e prati da pascolo, raggiungendo la cappella circolare dedicata al santo del solstizio d'estate e, a un centinaio di metri più in basso, un luogo “magico” ormai diventato un simbolo della valle: una punta di roccia sporgente e sospesa nel vuoto che si affaccia sui precipizi del vallone con un panorama unico. In macchina o in moto si arriva si arriva al Colle di Sampeyre; con i mountain bike si consiglia di seguire la “strada dei cannoni”, una sterrata militare quasi pianeggiante costruita in tempi di guerre lontane. per gli amanti dei trekking a piedi, si possono seguire gli storici “Percorsi Occitani”, vanto escursionistico dal richiamo internazionale, che collegano i vari paesi della valle: i sentieri sono ben segnalati, immersi nella natura, trovate apposite mappe e guide per percorrerli. Una informazione utile per chi volesse fare dei trekking itineranti: funziona un comodo servizio sherpabus (il taxi delle montagne) che può trasportare i bagagli o le persone da una tappa all'altra; prenotandolo in anticipo, potete anche farvi riportare sulla piazza di Serre Capoluogo.

Colle San Giovanni Elva

I colori di Elva cambiano in autunno. E come la primavera, l’autunno è una stagione che sa offrire momenti unici. Poi arriva l’inverno, quando la neve nasconde tutto sotto una spessa coltre bianca, con angoli che potrete riscoprire a maggio e giugno con l’esplosione delle mille fioriture. Durante l’inverno Elva offre escursioni con ciaspole passeggiando sui tanti percorsi che vi saranno indicati e discese fuoripista con gli sci dal Colle di Sampeyre. A sera, godetevi il tramonto nel calore accogliente delle camere che avete scelto nella Locanda di Elva o nel Resort Le Colonne: concedetevi un momento di relax nell'attesa di accogliervi per la cena.

Elva autunno

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