ELVA è al fondo della Val Maira, a 1637 metri, ma il suo territorio supera i 3000 metri con il Monte Pelvo. Due le strade per raggiungerla: salendo dalla Val Maira, passando per Dronero o dalla Val Varaita, raggiungendo Sampeyre. Dista 139 chilometri da Torino e solo 55 da Cuneo. Novanta i residenti, sparsi nelle varie borgate, ma d’inverno restano una ventina. Eppure neppure un secolo fa si contavano 800 anime e, prima, 1500. Si racconta di anni fortunati. Un tempo da Elva si spedivano chiome e ciocche di capelli raccolti in tutta Italia: servivano a far parrucche per regine e re, nobili e ricchi, in Europa e nelle colonie. Un’attività che portò benessere al paese, qualcuno si arricchì, aprendo laboratori all’estero. A Serre il “Museo dei pelassiers” fa rivivere quei giorni.

…tesori nascosti…

E anche la Parrocchiale parla di tempi più lontani e fortunati: nasconde un tesoro, una Crocifissione di un famoso pittore fiammingo, Hans Clemer, che ad Elva nel 1450 ha lasciato il suo capolavoro. I ricordi scoloriscono nelle parole dei vecchi che mormorano di quando, in autunno, la neve cancellava i sentieri e il paese restava isolato fino a primavera. In quei mesi gli uomini e i ragazzi scendevano a valle, cercando un lavoro in cambio del cibo, in casa restavano solo le donne, i bimbi, i vecchi e gli animali, con le provviste che dovevano servire fino alla primavera.

Poi negli anni Sessanta si ruppe l’isolamento: fu aperta una via nella roccia, il Vallone. Ma quella strada divenne “ un imbuto che inghiottiva gli abitanti, per gettarli a valleverso le fabbriche”.Per molti fu una via senza ritorno. A Elva sono rimaste le bellezze di un anfiteatro naturale abbracciato dai suoi monti, il Pelvo, il Chersogno, oltre 3000 metri. E una manciata di donne, uomini, ragazzi che vogliono continuare a vivere quassù, anche con fatica. Un campanile, le case in pietra, i tetti in losa, i camini che fumano:quasi un caposaldo di frontiera.

…insieme di borgate…

Borgata Serre è il capoluogo, con la chiesa, il campanile, il municipio, la grande piazza. Ma Elva è un insieme di borgate, ciascuna un tempo completamente autonoma, con il forno comunitario, la cappella, alcune persino la scuola. Non c’erano strade, solo sentieri e mulattiere tenute in ordine, estate ed inverno, dalla gente del posto, con una perfetta organizzazione volontaria. Era “ la dezena”, la decina, dal numero delle persone che formavano la squadra che ogni borgata doveva assicurare per rispondere ai bisogni della comunità.

…l’estate e l’inverno…

Molte le passeggiate nei mesi estivi. I sentieri sono tutti indicati, tacche e cartelli. Si può partire da Serre, raggiungere alcune o tutte le borgate, volendo un giro ad anello. Altra passeggiata per scoprire le varie Cappelle, testimonianza di una devozione molto forte, che “legava” i vari Santi alla quotidianità, per proteggersi delle varie malattie, e da molte calamità… Oppure salire al colle di San Giovanni, un percorso tra larici, pini e prati da pascolo, raggiungendo la Cappella circolare e, a pochi metri, un posto “magico”, una punta di roccia sospesa e che si affaccia sulla vallata sottostate, con un panorama unico. O al Colle di Sampeyre, seguendo la “strada dei cannoni”, magari in mountain bike, una sterrata costruita in tempi di guerre lontane. E perché, infine, ancora a piedi, non seguire tratti degli storici “percorsi occitani” che collegano i vari paesi della valle elvese: i sentieri sono ben segnalati, immersi nella natura, trovate apposite mappe e guide. Una informazione per chi volesse fare questi percorsi: si può evitare il ritorno, nei mesi estivi infatti funziona un comodo servizio scherpabus (taxi delle montagne) che – occorre prenotarlo – vi riporta sulla piazza di Serre Capoluogo.

I colori d’Elva cambiano in autunno. E, come la primavera, l’autunno è una stagione che sa offrire momenti unici. Poi l’inverno, la neve nasconde angoli che dovrete riscoprire ad aprile-maggio, con l’esplosione della natura, della fioritura. D’inverno Elva offre escursioni con ciaspole e lunghe discese fuoripista, dal Colle di Sampeyre o su altri percorsi che vi saranno indicati. E, a sera, godetevi il tramonto nel calore accogliente delle sistemazioni che avete scelto. Sono tre le strutture ricettive diElva che vi vogliamo raccomandare.